
Il sesto giorno di rovente agosto
Una tavola calda nel Corso Francia
Un piatto di spaghetti all’aglio e all’olio
Di fronte al parco Irrorato di stille
Sulla rastrematura degli alberi
Gibbosi a salire Scoiattoli
Ricordo la pace dei solitari
Sulle panchine all’ombra delle fronde
Ti fece tanto arrabbiare il ciclista
Che urtò la tua macchina in retromarcia
E cadde a terra senza far rumore
Il sesto giorno d’agosto rovente
I due scoiattoli a mani giunte
Salivano le pieghe di cortecce.