Una voragine è la tenerezza
Un abisso in cui si scioglie il groviglio
Con nodi d’avversione e di rancore
Sangue rappreso su antiche ferite
Ebbrezza per un fiore appena colto
Lieve e tremante lo puoi dir narciso
Vivendo il momento dell’equinozio
Fine d’inverno esultare e cantare
Riandando ancora su quel marciapiede
Tornare a specchiarci nelle vetrine
C’è chi piange ridendo come avviene
Tra vecchi amanti che non perdonano
A chi ancora è amato di amare ancora
Di cogliere altro fiore… uguale pietà.